Sandro Giovannini : Poesie complete 1960-2006

Casa Editrice: Heliopolis, 2007

Pagg.197

Euro 20,00

Recensione di Giovanni Sessa

Il libro che presentiamo è, in compendio, la summa delle molteplici attività che, nel corso degli anni, hanno visto coinvolto, sempre in modo appassionato, Sandro Giovannini: poeta innanzitutto, ma anche grafico, organizzatore culturale, ricercatore nell'ambito delle arti amanuensiche e miniaturistiche. Si tratta, infatti, della raccolta completa della sua produzione poetica dal 1960 al 2006, che vede la luce per i tipi della casa editrice Heliopolis, anch'essa sua creatura. Come lui stesso ammette nell'introduzione, il testo è la presentazione di un lungo viaggio espressivo che, al lettore attento, consente di cogliere le sollecitazioni esistenziali-epocali forti che lo hanno segnato e determinato. E' la risultante di un percorso che ha visto Giovannini ai vertici, dal 1979, del Movimento Poesia Tradizionale-Vertex e, al contempo, attivo e critico protagonista dei percorsi della destra radicale e, successivamente, delle esperienze di ricerca maturate nell'ambito della nuova destra. Quirino Principe lo definì: “..poeta di virile giovinezza o di giovane maturità” , tanto dal punto di vista sostanziale che formale. Infatti, la sua creatività coglie e, soprattutto, realizza nel fare poetico, un potenziale disvelativo che, crediamo, lo renda, heideggerianamente, pensiero-poetante.
Il precipitato scritturale, rappresenta, secondo l'autore, un punto di stasi e di equilibrio conseguito, che non si riduce mai a mero esercizio formale, a gioco stilistico fine a se stesso, ma è ipostasi del vero e, quindi, via di risalita, via ascetica in senso etimologico. Se questo è quanto si ricava dalla lettura complessiva del corpo poetico del libro in questione, va detto che la sua fruizione è resa agevole dalla periodizzazione, esistenziale e creativa nel medesimo tempo, attraverso la quale la raccolta si struttura. A partire da Terra di cieli , sezione contenente i lavori elaborati tra il 1960 e il 1970. Sotto il profilo stilistico, questi sono componimenti caratterizzati dall'essenzialismo ermetico, in cui la dimensione della ricerca sensistica ed emozionalistica è affiancata dalla presenza di motivi politici e civili. Il tutto, sotto il dominio della ricerca della Parola disvelante, come ci sembrano attestare i seguenti versi: “ Argani di preghiere chiese/ immortali /sono stanco/ dei vostri grifi e dei demoni./ nella loro bellezza muta /cerco la parola inesausta”. La plaquette, Tratti dall'Ombra, salda il vitalismo dell'esperienza esistenziale alla scelta antagonista, mentre la raccolta Guardie, in particolare con la poesia “Valenza e canto”, inizia una nuova esperienza estetica, centrata sul tentativo di fondere poesia e grafica. Tra l'altro, va rilevato, che diversi componimenti di tipologia pittorico-poetica (il semplice termine di grafica ci pare, infatti, riduttivo), impreziosiscono la raccolta che stiamo presentando. Più importante, e di più vasto respiro, è la poetica di La sabbia e le piramidi: raccolta organizzata in canti e ballate, il cui riferimento culturale di fondo si snoda in una lettura ri-mitizzante della tradizione del mondo egizio e greco-romano. Di intonazione diversa, se non, apparentemente, opposta, è la raccolta Kalisuite, nella quale il frammentario e l'aforistico, testimoniano un'adesione terapeutica alla determinazione del qui e ora e rappresentano, inoltre, una testimonianza dei tentativi comunitari e poetici, messi in atto nell'esperienza del Vertex. Cosa che, per altro, si evince anche dalla lettura del poemetto Carme Si-No, inizialmente pensato come manifesto del gruppo, da cui emerge un forte riferimento al pensiero di Daumal.
L'esperimento linguistico di Giovannini prosegue, successivamente, nel poemetto Atemporale, prova di una sorta di scrittura totale in cui l'autore, per sua stessa ammissione: “… annega però in tale mare di potenzialità e di segni” (185). Il piano inclinato , raccolta composta tra il 1980 e il 1995, in un quindicennio di mutamenti fondamentali, fa emergere la dialettica di storia e mito, di materialità e sottilità, che mira a superare, la pur possibile, resa incondizionata alla quotidianità e al disincanto. Chiude il testo poetico, Poesie d'occasione e d'amore, i cui componimenti denotano la conseguita maturità stilistico-espressiva, che si manifesta come icasticità paradigmatica, in particolare in “ Il vero slancio”, o in “ Noi che la grandezza si desidera”, che consideriamo l'opera più significativa di Giovannini, i cui versi conclusivi, sinteticamente, dimostrano il carattere tradizionale della sua poesia : “… per comprendere/ per avvicinarsi a comprendere/ che l'Uno e il Molteplice/ vivono di una stessa vita/ materiata in noi/ in noi/ noi che la grandezza si desidera”. Autentica poesia che, in quanto tale, porta inevitabilmente con sé il segno della difficoltà, che può all'inizio allontanare qualcuno, non in grado di ascoltare nel susseguirsi ritmico delle parole-suoni, l'ordine delle cose e chi lo ha già cantato. In particolare, è possibile individuare dei referenti della poesia di Giovannini in Pound e Borges, oltre che in altri insigni rappresentati della cultura del novecento. Tali influenze sono rintracciabili, inoltre, nell'attività editoriale a margine, condotta dall'autore, prima coma capo-redattore e ora come direttore editoriale della rivista “Letteratura-Tradizione”, ormai giunta al suo numero 41, che ha sempre valorizzato la contaminazione e l'intersezione dei saperi. Ci auguriamo che la pubblicazione delle Poesie complete, possa stimolare un dibattito intorno al senso del fare poesia oggi, in particolare in merito al rapporto poesia-verità, che ci pare tema ineludibile. Solo una ripresa della poesia come ricerca di uno stile di vita, pensiamo, sia in grado di squarciare l'assordante silenzio nella quale, oggi, quest'arte è immersa.