L'ultima lettera di Emiliano di Terlizzi

(Con la gentile autorizzazione della famiglia)

Carissimi amici, fratelli, sorelle, compagni di viaggio, cari mamma e papà,

è molto tempo oramai che medito di scrivere questa lettera di saluti. Sento che il giorno in cui terminerò questa puntata è vicino. E fintanto che ancora ho forza e intelligenza decido di scrivervi per portare testimonianza di qualcosa di meraviglioso e terribile che tutti coloro che sanno ascoltare è necessario che apprendano. Il mio più grande ringraziamento, che va a Dio prima di tutto, e poi a tutti voi Suoi strumenti, sarà quello di rivelare come mai ho fatto prima la vera natura delle cose, così come mi è stata rivelata progressivamente del Dio stesso, per intercessione delle Sue divine manifestazioni. Originariamente avevo pensato di scrivere queste dottrine in un libro che si sarebbe potuto leggere come un saggio filosofico, o religioso. Ma mi sono poi reso conto che non avrebbe avuto molto senso continuare su quella strada. Le ragioni di ciò sono nel fatto che questo segreto non può essere compreso da una serie di ragionamenti, prove e dimostrazioni; ogni volta che se ne parla, si è già corrotto, ogni volta che cerchiamo di darvi una forma, ci siamo già ingannati. Questa Natura Universale scompare ad ogni tentativo di analisi che proceda dal basso verso l'alto. Non c'è scienza, non c'è filosofia, non c'è religione che sia in grado di portare a quelle altissime vette, lontano dalle vie che gli esseri umani sono soliti praticare. Purtroppo o per fortuna, l'unico modo di trovare l'accesso a quelle vette è che qualcuno, già arrivato lassù, ci aiuti a salire. Ma non è così semplice. Quando saliamo su una montagna, generalmente usiamo il sentiero che altri hanno battuto precedentemente, come una scala di sassi, una sterrata, un varco tra le piante. Se qualcuno ci precede, può consigliarci di passare di lì, invece che di là. Questo affidarsi non vale per questa montagna, perché tutti i sentieri sono battuti da un unico scalatore. Ognuno ha il suo, nessuno potrebbe aiutare nessuno. Ogni persona ha il suo sentiero, cono le sue prospettive, i sui pericoli, i suoi disagi ed i suoi panorami mozzafiato. Coloro che sostengono di avere la via “giusta”, che discriminano gli altri sentieri giudicandoli come inutili, mentono a loro stessi e agli altri. Forse essi sono in buona fede, nel senso che la visione che hanno avuto lì ha talmente meravigliati che sono convinti che la strada sia quella, ed in effetti lo è. Ma essi non hanno considerato che quella strada era stata fatta apposta per loro e non per gli altri, nessuno potrebbe mai seguirla e avere quella stessa visione.

Non c'è uomo sulla terra che possa portate lassù un altro uomo per la stessa strada. Ogni essere umano è già da sempre su un suo specifico sentiero, un sentiero in cui è assolutamente solo. La sola guida che porti lassù non viene da un'altra persona, no. Questa luce salvifica deve poter scendere dalla cima stessa della montagna. È Dio stesso a chiamare. L'unico aiuto che una persona può dare è invitare all'ascolto di quella sublime Voce, invitare alla contemplazione di quella luce, invitare a salire sulla montagna, ma nulla di più. Io stesso oggi non posso fare altro che essere testimone di quelle cose meravigliose, e parlarne per quanto si possa, affinché qualcuno tra voi possa esserne colpito e intraprendere la sua strada verso la cima. Considerate, amici, che tutti siamo già su quei sentieri, da sempre. Dobbiamo solo avere la grazia di accorgercene. Ecco allora il motivo di questa mia lettera. Io non ho nulla da lasciare in eredità, sebbene abbia condotto una vita da principe, di fatto non posseggo nulla che possa essere detto mio. Tuttavia, sono, tra voi, il più ricco, perché nella mia libertà ho ricevuto il dono più grande che essere vivente possa ricevere. La Grazia di Dio è scesa su di me, oramai da molto tempo e mi ha mostrato tutto: la disperazione, le ragioni della disperazione, la via che porta alla fine della disperazione ciò che deve essere fatto per giungere a quella via.

Oggi, nel salutarvi, vi offro la testimonianza di tutto ciò, della Grazia e del Suo potere salvifico, affinché l'Altissimo possa trovare in me uno strumento flessibile per manifestarsi a voi. Se anche uno soltanto tra voi dovesse trovare giovamento da questo mio ultimo tentativo, allora lo scopo sarà pienamente raggiunto.

È necessario che riusciate a smascherare un tremendo inganno. Non date fiducia al mondo che vi appare, con tutte le sue seduzioni, cose belle e cose brutte. Non date fiducia a quello che sentite interiormente, come sentimenti o movimenti vari dell'animo e della mente. Tutto ciò di cui si ha una qualche esperienza interiore od esteriore è in realtà manifestazione di una macchina sorprendentemente precisa, che ha l'obbiettivo di tenere tutti schiacciati a terra lontano da Dio e dalla Sua Luce, ciechi, sordi, ubriachi nel più totale oblio. Tutte le nostre esperienze, di gioia, di sofferenza, i nostri gusti, le nostre speranze, i nostri amori, le nostre vacanze, le nostre amicizie, tutto, veramente tutto fa parte di questo diabolico piano per tenerci qui. E la macchina ci gioca in ogni istante, proponendoci differenti scenari così intelligentemente architettati da catturare la nostra attenzione distogliendola continuamente da Divina Luce, che pure è sempre lì, pronta a manifestarsi a noi. È come se, pur essendo continuamente immersi nell'acqua più fresca e più pura, restiamo assetati fino a morire, perché non la vediamo. Come se, affascinati dalle ombre proiettate davanti a noi, dimentichiamo di girarci a guardare il Sole e il mondo vero, convinti che quelle ombre siano oggetti reali. Il mondo è invece un diabolico teatrino. Voglio fare un altro esempio, perché sia ancora più chiaro.

Quando dormiamo e abbiamo dei sogni, noi crediamo che ciò che vediamo sia reale. In realtà ci accorgiamo di sognare solo quando poi ci svegliamo. Mentre sogniamo, siamo come trascinati dal sogno di scena in scena, di immagine in immagine; il sogno ci detta le emozioni, i colori, le scelte, e noi passivamente non facciamo altro che eseguire, senza nessuna reale coscienza, senza nessuna reale volontà. Siamo completamente avvolti dal sogno, completamente abbacinati, guidati, oscurati, annientati. Per quanto assurdo e privo di reale senso sia il sogno, mentre sogniamo esso è per noi reale come ogni più reale realtà. Talvolta però accade che l'emozione suscitata dal sogno, come uno spavento eccessivo, sia tanto forte da accendere come una luce. Molto spesso ci si sveglia proprio e si realizza che ci si trovava in un sogno. Meno spesso però accade che quella emozione non è sufficiente a svegliare, ma è sufficiente a far realizzare che ci si trova di fronte ad un sogno. Viene chiamato sogno lucido. È una strana esperienza. Si sta sognando, ma si sa di stare sognando. Sono sicuro che molti tra voi hanno fatto questa esperienza. Certamente, è una esperienza particolare, perché stravolge completamente il nostro rapporto con quel sogno. Il sogno, per un certo periodo, sembra non essere più in grado di incatenarci. Anzi, esso si adegua al nostro volere. Sembra incredibile. Si badi che pochi riescono a resistere in questo stato fino al risveglio. La maggior parte di noi rimane catturata di nuovo dal sogno che usa ogni mezzo possibile per distoglierci da questa nuova coscienza. Naturale conseguenza di questo parziale risveglio sarebbe l'uscita dal sogno e il raggiungimento del supremo risveglio, ovvero ciò che chiamiamo vita di veglia. Ma non sempre accade. Il più delle volte, come ho detto, ricadiamo addormentati nelle maglie del sogno.

Ebbene, che lo si creda o no, il mondo funziona esattamente in questa maniera. Tutti noi siamo preda di un mostruoso teatro di ombre che non fa altro che cercare di mantenerci lì nel suo dominio. Vi ho messo vite intere per capirlo, sebbene i segni dell'illusorietà di ciò che appare siano palesi, ma difficile è rendersene conto e ancora più difficile è liberarsene. Il nodo fondamentale sta nel fatto che questo mondo è per noi un misto di piacere e dolore. In realtà, nessuno di noi è felice, anche quando sembrerebbe esserlo agli occhi degli altri. Anzi, molto spesso, proprio persone che hanno tutto, sembrano non essere in grado di avere quella serenità che magari ha colui che ha il minimo per sopravvivere. Sorprendentemente i bambini di paesi poverissimi sono più felici di bambini di paesi ricchi. E persone che avrebbero tutto per essere felici, almeno tutto quello che è ritenuto bastevole a dare la felicità come denaro, amore, salute e bellezza, poi sembrano avviarsi ad una strada di autodistruzione, una via sfrenata, una costante ricerca della morte, in ogni modo, droga, alta velocità, alcol, sesso esagerato, quasi appunto non possedessero poi nulla in realtà che li renda felici.

Tutti noi siamo vittima di un grande inganno che ci cattura ogni istante. Un fatto è alla portata di tutti. In questo mondo, si soffre più di quanto si goda. Noi accettiamo i nostri travagli nella speranza di averne una qualche briciola di piacere. A nessuno piace soffrire, ma sembra inevitabile. “prima il dovere, poi il piacere”, “chi bello vuol comparire, un po' deve soffrire”, sono tutte espressioni che indicano che se vuoi il piacere devi sudartelo. E noi siamo così, come il cane cui sia stato mostrato un succulento biscotto; se lo si muove a destra, la testa del cane va a destra, se lo si muove a sinistra, lo vedremo girarsi a sinistra con la lingua piena di acquolina e gli occhi sbarrati pieni di desiderio. Non importa quanto dovrà penare per avere il biscotto, lo vuole e non avrà pace, fintanto che lo avrà davanti gli occhi senza ancora averlo.

Il motore di questa macchina è in desiderio. Più si desidera, più si cade nell'inganno, più si soffre, non c'è via d'uscita. Attenzione, non si pensi che solo le cose belle producano questa attrazione. Le ombre di cui si compone il mondo possono anche essere indesiderabili, ad esempio la malattia, il capo ufficio, una disgrazia familiare, la vecchiaia. Ma il nostro legame con esse è così stretto che esse ci vincono e noi cadiamo nella disperazione, convinti che esse siano reali, come facciamo nei brutti sogni. Ci sfuggono i meccanismi che regolano queste ombre, ma tuttavia le prendiamo per vere e ne soffriamo. Non arriviamo a vedere che la stessa forza di attrazione che noi abbiamo per alcune di esse è poi anche quella di repulsione per altre tra esse. Le nostre catene si muovono come un meccanismo a calamita. Se il nostro padrone vuole farci dirigere da una parte ci offre qualcosa che susciti attrazione, in caso contrario qualcosa che susciti repulsione. Nel nascondere la macchina e l'inganno ai nostri occhi, questo oscuro signore si serve di oggetti neutri, come uno scenario, che non avendo mola importanza per noi, serve comunque a conferire credibilità all'inganno. Questa immensa capsula deve mantenersi il più chiusa possibile, per non far passare i raggi della Luce Divina che cancellerebbero ogni ombra all'istante.

Se però, poniamo attenzione, l'inganno è facilmente smascherabile. Questa gabbia necessita di rattoppamenti continui, non è stabile, per quanto forte. Ad ogni nostra azione, parola, pensiero, essa muta, si riaggiusta, senza una legge precisa che possa essere vincolante. Ecco perché la scienza fallirà sempre: perché l'universo non ha leggi precise, inviolabili, che non possano mutare. Si comincia a notare strane coincidenze, che accadono nella vita di tutti i giorni. Se non si è ciechi e si abbandona l'ipotesi della casualità di simili eventi, si scoprirà che vi sono precise ricorrenze, come simboli, eventi, situazioni, persone, oggetti, che continuano a ripresentarsi secondo una logica che sembra avere un senso preciso, un senso che è dietro di esse. Come se una mano invisibile guidasse tutto ciò che accade attorno a noi, quasi a volere comunicarci qualcosa, quasi a volersi manifestare. Quante volte tra centinaia di persone, abbiamo scelto di parlare con alcune e non con altre; quante volte sono successi eventi che sembravano casuali, ma che invece hanno preso poi una piega precisa fino a rendere appena percettibile un senso, un significato, un destino. Il mondo si muove come se continuamente ci parlasse. Come se vi fossero simbologie nascoste che tentano di manifestarsi a noi, ma che più spesso non vengono neanche notate. Ma, chi realizza anche in misura minima queste macchinazioni, questi movimenti del mondo, comincia già a parlare di “mano di Dio”, del “maturarsi di un destino”, del “diavolo che ci ha messo lo zampino”, ecc. Tutte espressioni che dicono di una intelligenza dietro all'accadere del mondo, una intelligenza che muove le cose per farle accadere davanti ai nostri occhi. Man mano che si osserva, si può vedere che questa intelligenza non muove solo alcune cose, ma veramente tutte fino alla più irrilevante. Se vi soffermate su tale visione delle cose, potrete vedere con facilità che in molti casi è perfino possibile prevederne le mosse in una maniera che a voi stessi parrà sorprendente. Tutti noi siamo mossi da questa forza nascosta. Quando ci porta a ciò che riteniamo bene diciamo che è Dio, in caso contrario è qualcos'altro. Ci illudiamo, è sempre la stessa forza. Ed essa vuole chiuderci in gabbia. E più ci adoperiamo per contraddirla e più soffriamo. Ma la Divina Grazia può aiutarci ad uscire da tutto questo. Da soli non potremmo mai realizzare una simile impresa. Per molto tempo sono caduto vittima di questo errore. Pensavo che il risveglio dall'oblio fosse una conquista ottenibile con discipline umane, come la meditazione, la preghiera, la magia, la filosofia, la teurgia. Mi sbagliavo. Senza un intervento dall'alto tutto è inutile. Perché tutto fa parte della colossale macchina che ci rinchiude, anche le cose che noi consideriamo sacre. Come fare dunque? Presto detto: non fare assolutamente nulla. Il segreto della liberazione è fermarsi. La Luce di Dio è sempre qui, anche se è a noi invisibile. Ciò che la rende invisibile è la nostra adesione alle cose che ci circondano, come quando in un sogno siamo passivi dinnanzi alle immagini che vediamo. Ma essa è là.