di Davide Bisogno
Questa presentazione inaugura un ciclo di studi, che nasce dalla sinergia di diverse figure del mondo accademico e professionale ed ha tra i suoi obiettivi quello di far tornare a parlare tutto ciò che, in qualche modo, rappresenta una traccia viva del nostro presente.
Il lavoro d'indagine intrapreso, che inizia con queste poche righe di introduzione, origina infatti da una esigenza pratica: oggi giorno sembra affermarsi a crescita esponenziale un atteggiamento di indifferenza verso tutto e verso tutti.
Il nostro passato viene vissuto con ignoranza e imbarazzo, quasi fosse un intralcio, e così rischiamo di consegnare alla dimenticanza ciò che costituisce invece il senso della nostra stessa esistenza.
La nostra memoria è insomma importante materia prima, che rimanda alle origini della nostra civiltà, ma troppe volte viene trascurata e sempre più rari sono coloro in grado di conservarla.
E' proprio questo che ha indotto in prima misura la linea editoriale della Scuola Romana a intraprendere un iter di ricerca storica che ci metta sulle tracce di ciò che culturalmente ci ha preceduto, con l'intento di ottenerne il massimo profitto.
Il territorio italiano, infatti, diviso nelle sue zone di tanto diversa provenienza storica, offre numerose sfaccettature, polivalenze e multiformità culturali, che non hanno mai mancato di tradursi in suggerimenti e interrogativi sempre stimolanti: un territorio, quello nostrano, che ha mantenuto e rispettato, durante i secoli trascorsi, in ciascuna regione, veri e propri strati sovrapposti di umanità, dall'età più antica all'età più vicina. Questo fenomeno di “ regioni nelle regioni ” a tutt'oggi propone le varietà di una cultura antropica eterogenea ed estremamente complessa, che fa dell'Italia un paese particolare, di seducenti contraddizioni, di bellezze e di tesori, parte alla luce del sole, parte ancora celati.
Oggi, le metodologie di recupero e conservazione, grazie soprattutto all'esperienza acquisita, stanno realizzando risultati eccellenti e in modo sempre più coerente, ma è ancora lunga la strada da percorrere, poiché assistiamo a un numero sempre crescente di resti monumentali che, dopo la ricerca e il restauro, vengono lasciati all'abbandono e al degrado.
Non è infatti un luogo comune sottolineare che, da un lato, vengono applicate, a salvaguardia del nostro patrimonio culturale, leggi inadatte e regolamentazioni improprie, le quali cercano di preservare in malo modo ciò che si è conservato, mentre, il più delle volte, una specie d'indolenza regna sovrana a sedare qualsiasi animosità innovativa e ricostruttiva.
Come nasce un progetto di studio del territorio
La nostra soluzione (in contro tendenza) è anzitutto quella di abbandonare l'idea di uno studio che sia esclusivamente settoriale ed attuare in modo professionale una collaborazione di forze interdisciplinari che vadano dalla filosofia alla numismatica passando per le stesse scienze naturali.
Questa metodologia, solo teoricamente condivisa dalle maggiori correnti di pensiero, è stata in tal senso la nostra vera e propria azione lavorativa, che ha previsto un iniziale quanto piacevole viaggio, ispirato dal richiamo di antiche storie e leggende, in Terra Sabina.
La scelta dell' “antica regione sabina”(grossomodo il territorio di Rieti e provincia), è dovuta al fatto che essa rappresenta un obiettivo ad alta priorità richiedendo più di altre una necessità di intervento.
L'itinerario affrontato, tra verdi alture che abbracciano il panorama sotto lo sguardo di un osservatore d'eccezione, il Monte Soratte, passando per l'occhio azzurro-turchese del Lago di Cotilia, sino ad arrivare, tra vallate dai mistici racconti, al misterioso lago Paterno, ci ha portato a incontrare figure di prim'ordine intellettuale.
Uno dei primi a fiutare l'originalità e il carattere innovativo del nostro progetto è stato l'ex Sindaco di Rieti , Antonio Cicchetti, al quale va riconosciuto il merito di un grande amore per la sua regione e di una vera abilità nell'indicare alcune tappe principali per un'analisi coerente del contesto sabino.
Va menzionato inoltre l'architetto Stefano Eleuteri, che sappiamo occupato a un'importante opera di recupero monumentale nella città di Rieti e ha dimostrato in più casi il suo amore per il territorio.
Proprio dietro consiglio dell'ex Sindaco di Rieti, il viaggio per questa terra che fu di Divinità, di re e che ha visto ospitare personaggi come il pittore albanese Lin Delija , (il cui recupero artistico, presso il Comune di Antrodoco, gode dell'apporto e del lavoro del presidente dell'omonima associazione, Armando Nicoletti, uomo sensibile alla vocazione culturale della zona), è proseguito per diverse cittadelle dalle vaste attestazioni storiche, che non mancheranno in corso d'opera di essere ricordate.
Ogni angolo di paesaggio e di storia, è bene sin d'ora sottolinearlo, godrà a tempo debito di un appropriato e approfondito excursus , che ne metterà in evidenza il ruolo all'interno del progetto di ricerca, tenendo conto di quelle peculiarità socio-economiche, politiche, folkloristiche e cultuali, rilevanti per l'articolazione del nostro lavoro.
Rimandando quindi a futura sede ogni argomentazione più dettagliata in tal senso, si può anticipatamente accennare, anche se in modo assolutamente non esauriente, cosa si sta predisponendo in prossimità del Comune di Vacone.
Vacone, paese composto da circa 250 cittadini, a considerare la sua tradizione, è stato certamente lo scenario di un glorioso passato: l'atmosfera che vi si respira è difficile da spiegare: fatta di leggende e strane pratiche celebrative, che riportano ad una realtà non consueta ma certamente ancora viva, conservata nei secoli; i suoi stessi abitanti sono la più fedele espressione di un popolo marcatamente sabino.
Ebbene, questa esperienza ha offerto alle nostre iniziative esplorative d'imbattersi in riscontri di qualche interesse, che permetteranno, come vedremo in seguito, di proporre una sperimentale chiave di lettura anche in sede storico-filosofica.
A Vacone, collaboratore e referente del nostro progetto di “riqualificazione” , è il sindaco, dott. Renato Romano Renzi , il quale, dopo aver messo a nostra disposizione le sue pubblicazioni, la sua guida, perizia ed ospitalità, come un Virgilio d'altri tempi, ci ha permesso di riscontrare de visu luoghi e tappe dell'andamento evolutivo locale, che tuttavia non perde la qualità misteriosa del suo volto.
Infatti, tra bellezze rivelate e ancora nascoste, il tempo di vita dell'insediamento, grazie alla politica dell'amministrazione e alle premure della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, viene attestato da notevoli impianti, che vanno dall'età romana all'età medievale, e conservano interessanti peculiarità.
Ma la nostra indagine, che fino a questo punto si è orientata su una classificazione d'intervento, ben presto necessita di un riscontro oggettivo, che invoca un'analisi competente del territorio sabino. A tal proposito, non si poteva non fare ricorso all'apporto di uno studioso d'eccezione, l'Assessore alla cultura della provincia di Rieti, dott. Roberto Marinelli.
Il contributo di Roberto Marinelli allo sviluppo del progetto da subito è stato e vieppiù sarà decisivo, soprattutto per quanto concerne l' ambito antropologico. Già in occasione del nostro sopralluogo, proprio attraverso alcuni riferimenti contenuti nei suoi studi, abbiamo appreso i criteri di trasformazione territoriale della provincia reatina, e abbiamo goduto della sua grande umanità e pazienza illustrativa.
Il progetto, sin qui teorizzato e solo in parte realizzato, rientra nelle attività della Scuola Romana. Esso è ambizioso quanto complesso, e prevede un lavoro lungo, che terrà in debita considerazione tutti coloro i quali, in qualche modo, hanno già dimostrato di amare e conoscere la Terra dei Sabini.
Auguriamoci che queste poche righe, appena sufficienti a delineare la somma delle strade percorribili, possano intanto fare da battistrada alle nostre migliori intenzioni, nel rispetto del lavoro e delle idee di quanti ci hanno preceduto. Il primo obbiettivo sarà contribuire a far crescere nella coscienza di tutti il concetto di memoria storico-filosofica, da tempo caduto in disgrazia, per via delle mille distrazioni che assillano e insidiano la nostra vita quotidiana.
Davide Bisogno